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Anno 29 - 19 ottobre 2017 


Il documento presentato dal SAUR-CER al congresso della Confedir del 3-4 aprile 2008

di Cinzia Morgia - 3 luglio 2008

Il   SAUR (Sindacato Autonomo Università e Ricerca) opera negli Enti di Ricerca tramite il Coordinamento Sindacale Enti di Ricerca (SAUR-CER).


Com’è noto, alla ricerca nazionale contribuiscono sia le Università che gli Enti pubblici di ricerca come CNR, ENEA, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), Istituto Superiore di Sanità, Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura (CRA) e molti altri. Il SAUR tramite il Coordinamento Enti di Ricerca si è attivato anche in questi Enti per diffondere quell’idea di dignità della ricerca e dell’attività del personale in essa operante che da sempre sostiene nelle Università.


         In questo momento, infatti, appare particolarmente chiaro che ricerca e innovazione sono fondamentali per lo sviluppo sociale ed economico delle nazioni europee e che sostenere la ricerca pubblica, incentivando gli investimenti in ricerca e in capitale umano, è non solo importante ma anche necessario.


         Il SAUR-CER affronta dunque temi da sempre complessi e spinosi come la difficoltà dei ricercatori e dei tecnologi degli Enti di ricerca a ottenere sia soddisfazioni professionali che economiche, a raggiungere un meccanismo effettivamente meritocratico che premi la “buona ricerca” capace di produrre innovazione rispetto a quella convenzionale, ad arrivare a seri meccanismi di avanzamento di carriera in tempi accettabili, a creare un sistema d’accesso alla ricerca che premi il merito e che si avvicini a quello europeo.


 Il SAUR-CER persegue, in particolare, lo scopo di mettere a punto strumenti, anche contrattuali, che possano consentire ai ricercatori degli Enti pubblici di ricerca di interagire e collaborare  – pur se costretti in uno stato giuridico che ne limita le azioni e ne inibisce le responsabilità – con le Università, anche straniere, e con il mondo della ricerca privata.


         Negli Enti di ricerca, infatti, il rapporto di lavoro dei ricercatori è stato regolato per un breve periodo da un contratto collettivo di natura dirigenziale (CCNL 05/03/1998) e successivamente è stato ricondotto in seno ai contratti del personale di comparto (impiegati e tecnici), in palese violazione, tra l’altro, del comma 2 dell’art. 15 del d. lgs 165/2001 il quale, non consentendo alla dirigenza amministrativa la gestione della ricerca, prevede l’esistenza di una dirigenza scientifica che non può che individuarsi, appunto, nei ricercatori.


  E’ di tutta evidenza, quindi, la difficoltà di poter utilizzare in tale situazione strumenti quali la mobilità nazionale ed internazionale e la stessa cooperazione scientifica, con grave danno per  il livello qualitativo della ricerca del nostro paese che è ben lontana dagli standard previsti nella ben nota “Carta Europea del Ricercatore”, documento che pure gli Enti italiani hanno sottoscritto ormai da tempo.


         Per tale motivo il SAUR-CER, anche tramite il SAUR, di cui è struttura, e la CONFEDIR, chiede da tempo una revisione dello stato giuridico dei ricercatori, dei tecnologi e del personale scientifico di alta qualificazione professionale degli EPR che restituisca a tali categorie la dignità professionale che loro compete e che ponga fine all’attuale tendenza a regolarne in modo eterogeneo funzioni, compiti e responsabilità.


         Purtroppo sembra che il settore della ricerca non sia al centro delle attenzioni della politica e delle istituzioni, tant’è vero che il contratto collettivo dei dirigenti amministrativi degli enti di ricerca, sottoscritto anche dalla CONFEDIR lo scorso 5 marzo, è riferito al periodo contrattuale 2002-2005: un rinnovo avvenuto a più di due anni dalla scadenza del contratto stesso!


         Il SAUR-CER ha recentemente affrontato anche la tematica complessa e delicata delle stabilizzazioni del personale precario negli Enti di ricerca, operando in tal senso con la CONFEDIR anche presso la Funzione Pubblica. Un’operazione, questa, che non ha imboccato in tutti gli Enti la strada auspicata del premiare il merito e la tenacia di molti giovani qualificati; in molti casi, infatti, si sta risolvendo in una cieca e del tutto indiscriminata sanatoria.


         Su questi e altri temi di interesse per la ricerca negli Enti pubblici il SAUR-CER, sostenuto dal SAUR e dalla CONFEDIR, investirà tutte le proprie energie e risorse.


 


 


                                 Il coordinatore Nazionale


                                           SAUR-CER/CONFEDIR


                                                          Cinzia Morgia



 


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