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CI SARA’ MAI UN LIMITE AL PEGGIO? ECCO IL NUOVO PDL DELL’ULIVO SULL’UNIVERSITA’

di - 18 marzo 2007

Riproduciamo qui di seguito il disegno di legge presentato dagli onorevoli Tessitore, Volpini, Testa, Tocci, Bianco, Burgio, Ossario sulle “Modifiche all’Art. 1 della legge n. 230 del 4 novembre 2005. Nuove norme in materia di reclutamento dei Professori Universitari”, già discusso il 25 gennaio 2007 in un "Dibattito sull'Università" organizzato dalla Margherita nella Terza Università di Roma. Sembrava difficile peggiorare il quadro normativo delineato dalla legge Moratti ma, a quanto pare, questo progetto ci riesce: il suo obiettivo principale è infatti la sostanziale precarizzazione dei docenti di ruolo, dato che, riesumando un’idea già presente in una delle versioni iniziali della Legge Moratti, si prevede ogni sei anni la possibilità di espellerli dall'Università (commi 2 e 3 dell'art. 5) in dipendenza da verifiche affidate a “Nuclei di valutazione locali”. Si modifica in parte la medesima L. Moratti eliminando ogni sorteggio per la composizione delle commissioni preposte alla compilazione delle liste nazionali di idoneità – liste che rimarrebbero a numero chiuso (lettera c, art. 2) e soprattutto sarebbero di più breve durata (due anni) - e restituendo così un maggiore potere ai gruppi accademici più forti.


Si demanda poi ai singoli Atenei l'individuazione delle "procedure di chiamata" (comma 2, art. 4) da parte di non meglio identificate "strutture universitarie competenti" (comma 1, art. 4), radicalizzando ulteriormente la tendenza, già chiarissima nella Moratti,  a separare non solo temporalmente o de facto ma anche concettualmente o de iure il momento dell’idoneità da quello dell’assunzione. Inoltre con la differenziazione per ogni singolo Ateneo delle procedure di quello che in definitiva rappresenta il vero concorso, si sancisce di fatto l’abbandono di uno stato giuridico nazionale dei docenti universitari e la connessa abolizione di una vera e propria Università statale e nazionale. Da notare anche il ruolo attribuito al Senato Accademico nell'assunzione definitiva dei docenti (comma 3, art. 4).


Un’altra novità è data dal fatto che i docenti non sarebbero più inquadrati nelle Facoltà, ma "nei corsi di laurea competenti" (comma 1, art. 5), anziché nei Dipartimenti, come sarebbe più logico. Per concludere, non ci resta che ribadire quanto dicevamo all’inizio: incredibile ma vero, i deputati ulivisti sopra nominati sono riusciti a partorire un progetto che, se recepito dal Ministro, richiederebbe una mobilitazione ancor più dura di quella, di fatto insufficiente, che il mondo universitario espresse contro il DDL Moratti.


Il testo nell’insieme appare molto confuso e atto a suscitare notevoli problemi interpretativi: ciò si nota soprattutto a proposito delle commissioni che sarebbero costituite non per settori disciplinari come oggi, ma per non ben definite aree, salvo ridisegnarsi in gruppi di settori in relazione al numero 60 che una volta è riferito alle aree, un’altra ai settori. Altro elemento di confusione è rappresentato dalla consultazione di esperti da parte delle commissioni (e i commissari non sono esperti?). L’elevato numero di commissari e i vari meccanismi sembrano studiati apposta per far durare le procedure. Certamente la lobby di coloro che campano sui contenziosi appoggerà l’iter di questa proposta.


Da come è risulta scritta viene qualche dubbio che sia stata riletta alla fine; si noti per esempio questo p

 


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